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Online tells

Da quando scrivo di poker online una delle bandiere che sventolo con più passione e più convinzione è quella della lettura dei giocatori.
Sono convinto da sempre che saper leggere i propri avversari sia la vera chiave per avere successo nelle sessioni al tavolo verde. Io sono un fautore ed un sostenitore della psicologia nel poker e credo moltissimo del ruolo fondamentale che questa gioca tra gli avversari, nella scelta delle carte da giocare al casino online, nella decisione delle mosse da effettuare o in quella se foldare o meno.
Per quanto anche la matematica, ovviamente sia assolutamente un punto cardine del gioco e dello studio delle sue dinamiche, la lettura psicologica di chi gioca al nostro tavolo permette un inquadramento della situazione che renderà più semplice ogni nostra decisione in merito a puntate, mani e piatti.
Questo discorso che ho appena illustrato però non vale in maniera uguale per i tavoli verdi di legno e tappeti come per quelli all’interno delle sale virtuali. I tell nel poker online sono un pó diversi.
I siti di poker al pc infatti, per quanto permettano più comodità, siano disponibili per giocare 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, concedono la possibilità di accedere ai tavoli con stack più ristretti, purtroppo hanno dalla loro parte anche una limitata fruibilità dei tells, ovvero dei messaggi e dei segnali che un buon giocatore riesce a tradurre ed ad utilizzare per i suoi scopi.
I tells sono infatti quell’insieme di informazioni che provengono da chi ci sta a fianco.
Non solo parole, ma anche gestualità, tempi di attesa, tic inconsapevoli e tutto quanto arriva ai nostri occhi allenati dell’ambiente che ci circonda.
Esistono segnali “generali” che di solito non cambiano con il tempo né in relazione alla persona a cui li attribuiamo: di questi fanno parte l’impostazione del giocatore, ovvero come si pone rispetto al tavolo ed a noi, la sua postura, il suo tono di voce, la sua immagine, il suo abbigliamento ed il suo carattere, che influenza solitamente principalmente le sue tendenze di gioco generali (se è tight, loose, etc.)
Esistono poi segnali “particolari” strettamente legati al tipo di disciplina che sta giocando, all’esperienza che ha acquisito nel particolare gioco, alla considerazione che di volta in volta ha degli avversari con cui si trova al tavolo, o anche dipendenti da mano a mano, dal board, da quello che gli altri hanno fatto finora etc.
Come dicevo più in alto, il discorso dei tell nel poker online non è uguale per il poker brick and mortar come per le sale online ed il motivo risulta comprensibile a prima vista: nel poker virtuale noi non abbiamo “realmente” a che fare con i nostri avversari, non possiamo quindi catalogare le reazioni, volontarie ed involontarie, del proprio corpo, non possiamo ascoltarne la voce e studiarne il tono, la durata o la lentezza, non possiamo afferrare al volo gestualità naturali e condizionate.
Per questo motivo molti giocatori professionisti sono del parere che per potersi ritenere un giocatore completo non sia possibile prescindere dallo studio e dall’allenamento ai tavoli fisici.
Certo, non possiamo non ammettere che durante le sessioni online tutta la realtà fisica scompaia diventando non disponibile alla lettura ed alla interpretazione psicologica, ma fortunatamente possiamo ancora utilizzare tre elementi che potremmo definire di lettura.
Il primo è dato da ciò che ancora ci resta, ovvero il tempo di reazione/risposta degli avversari. Con questo espediente possiamo, seppur con un tantino di difficoltà in più, imparare a riconoscere le azioni poco convinte, i bluff o la sicurezza di una pano a punteggio. Quando il giocatore si prende del tempo probabilmente non ha un punteggio alto e cerca una via alternativa per recuperare soldi. Una risposta rapida e decisa invece potrebbe significare la sicurezza di un punto forte (soprattutto che confermata da azioni simili ai round precedenti), oppure un bluff (se una puntata alta arriva premeditata e senza altre azioni a sostegno).
Il secondo è dato dalla possibilità, grazie all’opzione note, di appuntare ogni caratteristica che per noi possa rivelarsi distintiva del nostro avversario; una buona ed attenta osservazione ci permetterà di tracciare un utile ritratto di chi gioca con noi, utilizzabile, con il senno di poi, come valido aiuto quando ci troveremo a gareggiare di nuovo con lui allo stesso tavolo.
Il terzo è dato dal betting pattern, cioè dagli schemi di puntate che ogni giocatore utilizza nel corso delle sessioni; se impariamo bene a conoscere gli schemi dei giocatori che incontriamo ai tavoli, saremo in grado di capire cosa nasconde la mano avversaria.

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